Ecco perchè dopo cinque secoli di storia musicale, dal medioevo
ai giorni nostri, ogni Paese europeo vanta importanti compositori
che hanno scritto pagine straordinarie e fondamentali della Letteratura
organistica e ogni comunità religiosa ha affidato a sapienti
artigiani il compito di costruire perfetti strumenti da collocare
nelle cantorie delle Cattedrali, nei Santuari e nelle piccole Pievi.

Anche nella Marca Trevigiana operarono alcuni celebri organari:
Jacomello dagli Organi con bottega a S. Leonardo, Mastro Lorenzo
dai Organi, frate Nicolò de Alemagna, Domenico di Lorenzo
o di Lucca, Orazio Napolitano,
Pietro Nacchini, che con Callido, De Lorenzi, Moscatelli, Dacci,
Barbini, Merlini e tanti altri contribuì a creare una “Scuola
Veneta”, costruì nel 1750 uno stupendo strumento nella
chiesa della Croce (già S. Maria dei Battuti – Complesso universitario).
E’ il più antico conservato a Treviso, perfettamente
funzionante grazie ad un programma di restauro sostenuto dalla Fondazione
Cassamarca, che ha restituito alla città e alla provincia
la preziosa collezione di organi che oggi è possibile ammirare
e riascoltare.
Anche per questo i più importanti esecutori ed interpreti
mondiali convergono a Treviso, tra settembre e ottobre di ogni
anno, per partecipare al Festival Organistico Internazionale.
Alcune città quali Bruxelles, Tolosa, Lisbona, Saragozza,
Innsbruck, Göteborg, Freiberg, Alkmaar, Umago, Friburgo e
Trondheim, anch’esse sedi di prestigiose manifestazioni
organistiche e che posseggono pregevoli strumenti storici, hanno
aderito all’invito di Treviso di costituire l'ECHO (Europae
Civitates Historicorum Organorum), riconoscendo la Marca Trevigiana
quale centro di interesse europeo per appassionati, studiosi e
ricercatori del settore.
Treviso, assieme a Pesaro ha anche dato vita al progetto europeo
“Hydraulis” che accomuna alcune regioni adriatiche
dell’Italia (Veneto, Friuli, Marche), Slovenia, Croazia,
Grecia e Montenegro, nella valorizzazione del patrimonio degli
organi storici che, in particolare nelle arre costiere, hanno
maggiormente risentito, per alcuni secoli, della supremazia
artistica e culturale della Repubblica veneziana.